Che cosa c’è di meglio, per chi è appassionato di lingua e cultura italiana, che assistere alla proiezione gratuita di scene da una puntata del commissario Montalbano a scopo educativo? È presto detto: assistere a quella proiezione gustandone fino in fondo tutto il sapore, lo stesso (più o meno) di quello provato sul set da Luca Zingaretti in persona. No, non si tratta di un’espressione metaforica, ma di cannoli e passito.

Nell’episodio Il campo del vasaio c’è una sequenza in cui il commissario, che sta indagando su un omicidio, si reca dal medico legale Pasquano per un consulto. Il commissario è a stomaco vuoto, perché a casa non era riuscito a pranzare: un dettaglio niente affatto secondario. Infatti, mentre aspetta che arrivi il medico, la prima cosa che nota sopra la scrivania «’n mezzo a carte e fotografie di morti ammazzati», come ci informa Camilleri nel suo particolare impasto linguistico tra italiano e siciliano, «fu una guantera di cannoli giganti con allato ‘na buttiglia di passito di Pantelleria». E così, complici la fame e la gola, approfittando della temporanea assenza del medico il bravo commissario “attacca” un cannolo e lo divora in pochi secondi. L’arrivo di Pasquano farà il resto: nella sequenza successiva i due commentano la ricetta originale dei cannoli siciliani, mentre sorseggiano con gusto un buon bicchiere di passito.

Il vassoio di cannoli, neanche a dirlo, è vuoto. È a questo punto che interveniamo noi di Italia Terra Mea. Come? Semplice: blocchiamo il film, ci alziamo in piedi e cominciamo a lamentarci perché… no, sono finiti i cannoli! Quand’ecco che, tra gli occhi ancora smarriti degli spettatori (ma che sta succedendo?), ce ne spuntiamo con in mano… proprio un vassoio pieno di cannoli siciliani! E, chiaro, una bottiglia di passito di Pantelleria.

Prego signori, assaggiare, tutta roba fatta in casa, preparata la sera prima e in gran segreto, per preservare l’effetto sorpresa. Sì, va be’, non sarà la ricotta siciliana, non saranno i pistacchi siciliani… ma sono buoni e fatti con amore. La prima prova di un progetto a lungo termine di cinema interattivo firmato Italia Terra Mea. Esperimento riuscito? Stando ai tanti presenti (e al vassoio e alla bottiglia vuoti), si direbbe di sì. E pensando a quanti film italiani presentano richiami al cibo e alla cucina… c’è forse il rischio di diventar cuochi? Questo e molto altro ancora, a Italia Terra Mea.

Un ringraziamento tutto speciale va all’Istituto Italiano di Cultura di Vilnius, che ha fornito i locali e il supporto per la realizzazione dell’evento.